Agenzia Hawzah News – Sebbene l’accordo Trump-Putin sulla destinazione agli Stati Uniti di una parte della produzione russa di gasolio abbia più un effetto psicologico che un impatto reale sul mercato, occorre ricordare che Putin persegue quelli che considera gli interessi della Russia, anche se le sue scelte non sempre sembrano tutelarli nel modo più efficace: l’Euromaidan del 2014 ne è un esempio significativo. È quindi opportuno non confondere la possibilità di una collaborazione con Mosca con la certezza di una convergenza strategica duratura.
La Russia, comunque, difficilmente ricaverà grandi vantaggi economici dalla recente vendita di gasolio agli Stati Uniti. Le raffinerie russe hanno subito danni significativi negli ultimi mesi e alcune sono fuori uso o operano a capacità ridotta. Inoltre, le restrizioni alle esportazioni di carburante introdotte in tempo di guerra limitano i quantitativi esportabili. Occorre infine considerare l’avvicinarsi dell’inverno, particolarmente rigido in molte regioni della Russia, e le conseguenti esigenze del mercato interno.
Mostafa Milani Amin

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